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Rinnovabili, rete e lavoro. Per Terna un piano industriale a trazione italiana

Rinnovabili, rete e lavoro. Per Terna un piano industriale a trazione italiana
Da: Fo Pubblicato In: Novembre 19, 2020 Visualizzato: 10

Rinnovabili, rete e lavoro. Per Terna un piano industriale a trazione italiana

Transizione energetica da un lato, alias rinnovabili e raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione europea per la riduzione del 55% delle emissioni al 2030 e per arrivare a zero emissioni al 2050, dall’altro. Due sfide non da poco per le grandi aziende energetiche italiane, utility in testa. Sfida accettata da Terna, che proprio questa mattina ha presentato alla comunità finanziaria l’aggiornamento del piano industriale al 2025. Gli obiettivi della società per la trasmissione elettrica controllata dal Tesoro a mezzo Cdp Reti (29,5%) e guidata dal ceo Stefano Donnarumma, al suo primo piano industriale dopo aver lasciato Acea lo scorso aprile, sono ambiziosi. Ma non per questo irraggiungibili (la Borsa ci crede, a metà mattinata il titolo a Piazza Affari ha strappato a +2,1%). Anzi.

TERNA D’ITALIA

Il piano industriale 2021-2025 è a trazione italiana e verde, visto che prevede una forte accelerazione degli investimenti in Italia pari a 8,9 miliardi di euro (+22% rispetto al piano precedente), con una quota del 95% sostenibili secondo la classificazione europea, su un totale di 9,2 miliardi di cui 1,4 miliardi nel 2021. I ricavi di gruppo nel 2025 sono invece indicati in crescita a 3,04 miliardi e l’ebitda a 2,21 miliardi, con un aumento medio annuo di entrambi gli indicatori di oltre il 4% e un utile netto a 1 miliardo. Nel 2021, in particolare, è stimato che i ricavi crescano a 2,57 miliardi e l’ebitda a 1,84 miliardi. Previsto anche in miglioramento anche l’utile netto con un utile per azione di 39 centesimi di euro nel 2021 e di 49 centesimi nel 2025, con una crescita media annua di oltre il 5%.

Per quanto riguarda la politica delle cedole, ovvero la remunerazione degli azionisti, dal 2021 al 2023 l’obiettivo è un aumento medio annuo del dividendo per azione pari all’8%, rispetto al dividendo di competenza dell’esercizio 2020. Per gli anni 2024 e 2025 è stabilito un payout del 75%, con un dividendo minimo comunque garantito pari al dividendo del bilancio 2023.

A TUTTA RETE

C’è di più. Il cuore degli investimenti di Terna è la rete, per la quale saranno previsti 5,4 miliardi di euro di investimenti finalizzati a incrementare la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato  e “risolvendo le congestioni attualmente presenti, a razionalizzare le reti nelle principali aree metropolitane del Paese e ad incrementare le interconnessioni con l’estero”. Tra i più importanti progetti previsti dal Piano industriale 2021-2025 vi sono il Tyrrhenian Link – l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna che contribuirà alla decarbonizzazione della Sardegna, l’elettrodotto che unirà la zona di Colunga (provincia di Bologna) a quella di Calenzano (provincia di Firenze), assicurando così un notevole aumento della capacità di scambio fra Centro-Sud e Centro-Nord. Ma anche l’elettrodotto che unirà le due sponde della Sicilia da Chiaramonte Gulfi (provincia di Ragusa) a Ciminna (provincia di Palermo) migliorando la qualità e la continuità della fornitura elettrica nella Regione.

IL FRONTE DEL LAVORO

Il nuovo piano porta anche buone notizie sul fronte del lavoro. Gli organici potranno infatti crescere del 10% già nei primi tre anni, superando i 5 mila dipendenti. Anche attraverso una riorganizzazione del lavoro. “L’attuale complesso scenario impone anche nuovi modelli di organizzazione, resi possibili dalle nuove tecnologie: questo comporterà una possibile ottimizzazione delle sedi e dell’utilizzo delle stesse, ad esempio tramite uffici virtuali, uffici distribuiti e forme di coworking in grado di garantire al contempo la funzionalità del lavoro e i benefici logistici e di qualità della vita”, fa sapere Terna.

Donnarumma ha dato la cifra del piano. “Attraverso questo piano industriale vogliamo rafforzare il ruolo di Terna non solo per il sistema elettrico nazionale, ma per tutto il nostro paese, con uno sguardo al contesto mediterraneo di cui l’Italia è il naturale hub energetico. Oggi è fondamentale agire oggi per consegnare alle prossime generazioni un sistema elettrico sempre più affidabile, efficiente e decarbonizzato”.

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