nfo@italiaradio.eu Whatsapp +39 (366)-(188)-545

Ponte Morandi, i periti: "Crollo per corrosione tirante pila 9. Carenze nei controlli"

Ponte Morandi, i periti:
Da: Lazio Notizie Pubblicato In: Dicembre 21, 2020 Visualizzato: 10

Ponte Morandi, i periti: "Crollo per corrosione tirante pila 9. Carenze nei controlli"

La causa del crollo del Ponte Morandi, che il 14 agosto 2018 ha causato la morte di 43 persone, è "il fenomeno di corrosione a cui è stata soggetta la parte superiore del tirante Sud- lato Genova della pila 9". Questo è quanto scrivono i periti nominati dal gip Angela Nutini nella relazione di quasi 500 pagine frutto del secondo incidente probatorio, richiesto per stabilire le cause del crollo. Il documento è in risposta alle 40 domande poste dalla procura, alle quali i periti sono stati chiamati a rispondere per proseguire nelle indagini.

"Le cause profonde dell'evento possono individuarsi nella vita del ponte... Lungo questo periodo sono identificabili le carenze nei controlli e negli interventi di manutenzione che non sono stati eseguiti correttamente", si legge in uno dei passaggi cruciali delle carte che sono state depositate dai periti e che ora sono in mano al gip. Stando a quanto riportato nei documenti, la causa principale del crollo che ha causato la morte di 43 persone è un capitello che in atto di rilievo è stato identificato come "reperto 132". Quello dei periti è stato un lavoro di studio e di ricerca certosino, che in un corposto faldone suddiviso in 14 capitoli ha permesso di spiegare come sia potuto crollare il Viadotto Polcevera e quali siano le cause all'origine del disastro. Nella perizia sono state indicate tutte le fattispecie che prima, durante e dopo sono intervenute nella scena. Gli esperti nominati dal gip hanno analizzato con dovizia di particolari anche il cinematismo del collasso, ossia le immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza della ditta Ferrometal che erano puntate proprio sul viadotto e che hanno ripreso l'esatto momento in cui il ponte collassa, portandosi dietro le vetture che vi stavano transitando.

"Tale processo di corrosione è cominciato sin dai primi anni di vita del ponte ed è progredito senza arrestarsi fino al momento del crollo determinando una inaccettabile riduzione dell’area della sezione resistente dei trefoli che costituivano l’anima dei tiranti, elementi essenziali per la stabilità dell’opera", si legge ancora nella perizia depositata. Da questo si evince che con un'adeguata manutenzione del sistema di supporto si sarebbe probabilmente potuta evitare la strage e i periti lo scrivono nero su bianco che ci sia stata una negligenza nella gestione della manutenzione del ponte. "La mancanza e/o l’inadeguatezza dei controlli e delle conseguenti azioni correttive costituiscono gli anelli deboli del sistema; se essi, laddove mancanti, fossero stati eseguiti e, laddove eseguiti, lo fossero stati correttamente, avrebbero interrotto la catena causale e l’evento non si sarebbe verificato", hanno scritto gli esperti, rendendo ben chiara la loro posizione in merito al crollo.

SEGUICI