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Conferenza stampa di fine anno di Conte: dal vaccino alla scuola, i temi toccati

Conferenza stampa di fine anno di Conte: dal vaccino alla scuola, i temi toccati
Da: Alla Radio Pubblicato In: Dicembre 30, 2020 Visualizzato: 15

Conferenza stampa di fine anno di Conte: dal vaccino alla scuola, i temi toccati

No all’obbligo del vaccino, sì ai percorsi accelerati sul Recovery plan. Il discorso di fine anno del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte - ancora in corso - tocca tutti i temi caldi per tutti noi. Argomenti che arrivano al culmine di un 2020 flagellato dalla pandemia e dalla crisi economica.

Dopo una breve introduzione, il premier sposta subito l’attenzione sul Recovery plan: “Dopo la bozza tecnica, dobbiamo fare una sintesi politica urgente. Entro metà febbraio penso alla presentazione finale del documento. Siamo perfettamente in sintonia con l’indirizzo politico della commissione Von der Leyen. Non possiamo rinunciare a questa occasione storica e il governo non deve disperdere il suo patrimonio di credibilità. Non possiamo permetterci di galleggiare e operare in questo clima di azione sospesa. Tutti saremo chiamati ad assumerci le rispettive responsabilità”.

Nei giorni scorsi sono arrivati in Italia e somministrate le prime dosi dei vaccini anti-Covid 19: “Lo farei subito, ma rispetterò l’ordine di priorità. Ci sono tutte le premesse affinché l'Italia si possa dimostrare all'altezza di questa grande sfida, sarà un piano vaccinale senza precedenti”. I primi risultati sono attesi ad aprile: “In primavera inoltrata, non credo prima di aprile, dovremmo completare la fase 1 del piano vaccinale, quando avremo raggiunto 10 milioni di vaccinati. Escludiamo la vaccinazione obbligatoria, ma contiamo di raggiungere una buona percentuale di popolazione anche su base facoltativa. I vaccini basteranno per tutti. Italia, Francia, Germania e Olanda sono stati i primi Paesi che in modo sintonico si sono mossi per l'alleanza per i vaccini, dopo aver già preso contatti con le ditte. Abbiamo consegnato la palla alla commissione Ue. L'Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate sono centinaia di milioni. E poi L'Italia non l'ha fatto perché all'articolo 7 del contratto della commissione europea c'è il divieto di approvvigionarsi a livello bilaterale”.

Infine su scuola e trasporti pubblici: “Le prefetture hanno avuto il mandato di coordinare soluzioni flessibili, città per città, paese per paese. Abbiamo investito 3 miliardi per sostituire la flotta dei bus e 390 milioni per favorire il noleggio di mezzi privati. Io auspico che il giorno 7 le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con la didattica in presenza al 50%”.

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