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Brexit e musica: la protesta degli artisti britannici

Brexit e musica: la protesta degli artisti britannici
Da: Musica Pubblicato In: Gennaio 22, 2021 Visualizzato: 12

Brexit e musica: la protesta degli artisti britannici

Le nuove norme renderebbero quasi impossibili i tour fuori dal Regno Unito

Alcuni dei più importanti esponenti della comunità musicale del Regno Unito scendono in campo per protestare apertamente contro gli accordi stipulati dal Regno Unito con l'Unione Europea che regoleranno i tour degli artisti britannici nell’Europa post-Brexit.

Da Sting agli ex Pink Floyd Roger Waters e Nick Mason, passando per Elton John, l'ex frontman dei Led Zeppelin Robert Plant, Peter Gabriel, Roger Daltrey degli Who, il chitarrista dei Queen Brian May, i Radiohead, Ed Sheeran e Liam Gallagher, solo per citarne alcuni sono tra le star di fama internazionale che hanno firmato la lettera aperta indirizzata al primo ministro Boris Johnson, pubblicata nelle scorse ore dal Times.

"Vergognosamente traditi dal nostro governo": è così che si sentono i musicisti e i loro staff, per i quali non è stato definito un accordo di libera circolazione, rendendo proibitivi i costi dei tour in Europa (almeno per i giovani e gli artisti emergenti). Un'ulteriore ostacolo alla ripresa che si aggiunge agli incalcolabili danni causati dalla pandemia all'industria musicale del Regno Unito.

La richiesta indirizzata al governo è di "negoziare viaggi senza scartoffie in Europa per gli artisti britannici e le loro attrezzature. Per il bene degli appassionati britannici che desiderano vedere artisti europei esibirsi nel Regno Unito - e per quello delle strutture che vorrebbero ospitarli - l'accordo dovrebbe essere reciproco”. Si tratta però di un negoziato che difficilmente potrà essere riaperto in tempi brevi.

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