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La protesta delle star: “congelano” il profilo IG contro l’odio sui social

La protesta delle star: “congelano” il profilo IG contro l’odio sui social
Da: Alla Radio Pubblicato In: Settembre 17, 2020 Visualizzato: 8

La protesta delle star: “congelano” il profilo IG contro l’odio sui social

Kim Kardashian West ha dichiarato guerra a Facebook: la regina incontrastata dei social, con decine di milioni di seguaci sia su Twitter che su Instagram, per un giorno ha congelato il proprio profilo Instagram per protestare contro disinformazione, fake news e istigazione all'odio.

"Non posso restare in silenzio mentre queste piattaforme continuano a consentire la diffusione di odio, propaganda e disinformazione", ha dichiarato in un post.

Al suo fianco scendono in campo anche Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Orlando Bloom, Kerry Washington e Sacha Baron Cohen, convinti che questa iniziativa possa rappresentare per Facebook un’opportunità di collaborazione con organizzazioni e comunità per la creazione di piattaforme più sicure.

“Facebook ignora l’odio e la disinformazione sui propri siti. Non è un errore operativo. Sceglie deliberatamente di preferire il profitto rispetto alle persone e alla democrazia”, ha scritto Jennifer Lawrence.

“Questi strumenti non sono stati costruiti per diffondere odio, violenza e disinformazione – ma quando compagnie ed individui ne traggono un vantaggio finanziario o meno, è loro responsabilità mitigare questi utilizzi indesiderati”, ha commentato Ashton Kutcher.

Gli organizzatori della protesta sono gli stessi che a luglio avevano spinto il boicottaggio pubblicitario su Facebook, lanciando l'hashtag #StopHateforProfit ("Fermiamo l'odio al servizio del profitto").

La contestazione di questi giorni invece, nasce in seguito al rifiuto di FB di chiudere la pagina di un gruppo di militanti che incitava a scendere per le strade di Kenosha, Wisconsin, dove sono scoppiate le proteste per la sparatoria della polizia contro Jacob Blake.

Semplice la difesa di FB che ha candidamente ammesso di aver commesso un "errore operativo". Lo stesso Ceo Zuckerberg in un video confermava che "un gruppo di persone" aveva segnalato la pagina prima ancora dell'uccisione di due manifestanti, Joseph Rosenbaum e Anthony Huber.

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