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Dieci calciatori che dovranno dire qualcosa nella nuova Serie A

Dieci calciatori che dovranno dire qualcosa nella nuova Serie A
Da: Fpg Pubblicato In: Settembre 19, 2020 Visualizzato: 14

Dieci calciatori che dovranno dire qualcosa nella nuova Serie A

La stagione 2019-2020 è finita da poco e il calciomercato non ha per adesso rivoluzionato rose e assetti nel campionato di Serie A al via oggi. Eppure ci sono molti calciatori che non vediamo l’ora di ammirare e “pesare” in questa nuova stagione alle porte. Ecco le prime 10 scelte.

Sandro Tonali

Non si può non attendere con fervore l’inizio della storia d’amore fra Tonali e il Milan. Lui ha parlato di favole, ma adesso siamo all’inizio di una nuova fase, in cui il protagonista ha trovato la sua amata e dovranno costruire un futuro radioso insieme. Fuor di metafora narrativa, l’attesa per Tonali riguarda soprattutto la posizione in campo, perché è interessante capire come Pioli inserirà il suo nuovo gioiello in un centrocampo a due (Bennacer-Kessie) che bene aveva fatto nella seconda parte della stagione, ma anche la sua personalità. Riuscirà ad imporsi subito in una squadra che ha da una parte califfi e dall’altra calciatori poco adatti alla leadership?

Paulo Dybala

Per il terzo anno di fila, ancora non è chiaro dove e come giocherà Paulo Dybala. Dall’arrivo di Cristiano Ronaldo in poi l’argentino si è dovuto adattare ad ogni decisione tecnica e dirigenziale, rifiutando solo la partenza per Manchester, sponda United. Dopo Allegri e Sarri, Pirlo avrà sicuramente nuove idee sulla sua posizione e i suoi compiti, ma resterà un assunto di base: nei due campionati precedenti, Dybala è stato decisivo come CR7 nella vittoria dello scudetto. Da qui si deve sempre ripartire.

Josip Ilicic

Molto probabile che il calciatore che tutti vorremmo vedere presto, forte come se non più di prima, sia Josip Ilicic. Lo sloveno ha strappato un velo finissimo, che aveva retto fino ad oggi: i calciatori sono psicologicamente bombardati da pressioni quotidiane difficili da gestire in autonomia. Riuscire a curarne preventivamente gli effetti è necessario per il rendimento calcistico e l’integrità mentale. Ilicic potrebbe diventare un vero caso di studio e porre le basi per una psicologia dello sport molto più presente nelle dinamiche e nelle scelte anche della parte prettamente sportiva.

Achraf Hakimi

L’uomo che può dare una vera marcia in più all’Inter è Achraf Hakimi. Nella fascia centrale della squadra interista, De Vrij, Barella e i due attaccanti si sono dimostrati tutti di livello eccelso. Ma l’idea di calcio contiana si fonda anche sull’apporto dei due laterali nel centrocampo a cinque. Per questo motivo è stato preso molto presto il miglior giovane laterale basso che c’è in Europa. Se Hakimi è davvero un upgrade decisivo in quel settore del campo, allora l’Inter può pensare di vincere.

Francesco Caputo

La stagione scorsa di Francesco “Ciccio” Caputo è stata straordinaria. Non solo per la quantità di gol segnati, 21 gol in serie A, ma soprattutto per la crescita globale che ha fatto in un solo anno con De Zerbi. Questa stagione sarà ancora più interessante perché un calciatore con le sue caratteristiche che abbia la nostra nazionalità non esiste (a breve ci sarà Suarez, ma…). Per questo, se continua a segnare e muoversi in attacco con quei tempi e in quegli spazi, a giugno la convocazione diventa automatica.

Sofyan Amrabat

Il movimento nel mercato interno più interessante potrebbe essere quello di Sofyan Amrabat. Vero è che nel Verona di Juric hanno giocato tutti alla grande lo scorso anno, ma la fantastica capacità di essere il perno tattico della squadra che ha dimostrato Amrabat è stata molto evidente e la base intorno a cui tutto si reggeva. Se la Fiorentina inizia a girare intorno a lui, ad osare di più nelle scelte offensive e magari a prendere un attaccante più prolifico (anche se Vlahovic può esplodere), allora la Viola può dare fastidio anche per la Champions League.

Victor Osimhen

Se Osimhen non è fin dalle prime partite quel craque che tutti sperano, qualcosa nel Napoli accadrà a breve termine. De Laurentiis ha messo sul piatto 80 milioni complessivi per acquistare un centravanti, classe 1998, dalle doti fisiche straordinarie, ma con skills tecniche e tattiche tutte da costruire. Bisogna fare in fretta con Osimhen, senza aspettare processi alla Lozano che ne deprezzeranno il valore già scalfito dal calciomercato post-Covid. Deve essere un Napoli costruito sul suo nuovo attaccante, nella speranza che tutti accettino questo mandato.

Sergej Milinkovic-Savic

La Lazio ha una sola possibilità di vincere lo scudetto: Milinkovic-Savic deve fare una stagione da primi dieci della classifica del Pallone d’oro. Non è un miraggio o un’utopia, serve continuità e concentrazione partita per partita. Per il resto c’è tutto, fisico, tecnica, intelligenza tattica. Magari serve ancora crescere in personalità e leadership. Questa può essere la sua stagione da ricordare.

Pedro

È arrivato nel silenzio. Eppure è uno che ha vinto e segnato nelle finali di Champions League e Mondiale per club. È stato l’ultimo acquisto di una vecchia Roma, passata di mano e ancora in confusione per quello che verrà. Intanto però Pedro è arrivato a rinforzare i giallorossi senza che nessuno se ne accorgesse. Ma se a Pedro inizi a metterci vicino giovani come Kumbulla e Milik, ecco che la sua capacità di tenere legati i reparti e la sua enorme intelligenza tattica hanno un effetto moltiplicante. Arrivato nel silenzio, Pedro potrebbe fare molto rumore già dalle prime partite con la Roma.

Tripaldelli e Sottil

Come fossero un giocatore solo, una catena laterale giovanissima che potrebbe fare il botto. Hanno dato nelle mani di Eusebio Di Francesco, forse l’allenatore italiano migliore nel far rendere i laterali, Tripaldelli e Sottil. La catena di sinistra del Cagliari potrebbe davvero diventare devastante.

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