Emilio Fede non andrà in carcere

La Corte di Cassazione ha confermato le condanne nei confronti di Emilio Fede e Nicole Minetti nel processo “Ruby bis”
Per favoreggiamento della prostituzione: Fede a 4 anni e 7 mesi e Minetti a 2 anni e 10 mesi
La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva le condanne a Emilio Fede e Nicole Minetti nel processo noto come “Ruby bis“, che prende il nome dal soprannome di Karima el Marough e riguarda le “cene eleganti” organizzate nella casa di Arcore di Silvio Berlusconi. La quarta sezione penale della Cassazione ha condannato Fede a 4 anni e 7 mesi di reclusione per tentata induzione e favoreggiamento della prostituzione; Minetti è invece stata condannata a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione. I ricorsi fatti dai due imputati a seguito della sentenza di appello bis del maggio 2018 sono stati ritenuti inammissibili.

Dato che la sua pena supera i 4 anni, Fede potrebbe scontarla in carcere. Avendo lui più di 70 anni (ne ha 87) potrà però chiedere la detenzione domiciliare e, in seguito, l’affidamento in prova ai servizi sociali. Il legale di Minetti – l’ex consigliera regionale lombarda che ora ha 34 anni – ha fatto sapere che sarà chiesto «l’affidamento in prova ai servizi sociali, come consentito dalla legge».

Come scrive il Corriere della Sera, il procuratore generale ha detto che le dichiarazioni di Imane Fadil – che è morta a marzo ed era stata una delle testimoni del caso Ruby – «sono pienamente attendibili e la veridicità delle sue dichiarazioni sulle serate di Arcore sono ampiamente confermate».