Napoli, Di Maio: “Siamo la terza via, non scapperemo dalle promesse”. Conte: “Avete portato il vento della rivoluzione” – la diretta

Napoli, Di Maio: “Siamo la terza via, non scapperemo dalle promesse”. Conte: “Avete portato il vento della rivoluzione” – la diretta

“Basta essere arrabbiati, ora carichiamoci il Movimento sulle spalle. Non scapperemo dalle promesse, noi siamo la terza via”. Luigi Di Maio si è presentato davanti ai 5mila e 500 attivisti dell’Arena Flegrea di Napoli e, nella serata più importante di Italia 5 stelle, ha esordito facendo gli auguri di buon compleanno ai suoi. E, in un momento molto delicato per il Movimento, ha segnato quella che secondo lui, da capo politico, è la strada da seguire. Ovvero puntare sulle riforme e mantenersi saldamente “la terza via” oltre destra e sinistra. Un gruppo di persone lo ha anche contestato chiedendogli lo stop della vendita delle armi alla Turchia: “Avete ragione”, ha risposto. E quindi ha annunciato: “Chiederò all’Europa di fermare la vendita di armi alla Turchia”. Poi è salito sul palco Giuseppe Conte per un faccia a faccia con il ministro degli Esteri, intervistati entrambi da Paolo Borrometi. Mai, neppure l’anno scorso, i due si erano divisi il palco. Al termine del faccia a faccia, il premier ha parlato da solo agli attivisti del Movimento: “Sappiate che la credibilità di questo governo dipende dal nostro impegno”, ha detto, “ma anche dal vostro sostegno”. E si è concesso una serie di complimenti per la base del Movimento: “Avete portato il vento della rivoluzione”.



Di Maio: “Chiederemo all’Ue di fermare la vendita delle armi alla Turchia” – Quando Luigi Di Maio entra nell’Arena si alzano tutti in piedi: “Auguri a tutti”, dice. “Grazie. perché in questi dieci anni tutto quello che è successo, è successo grazie a voi. Per alcuni sono anche quindici anni, perché il primo Meetup è nato nel 2005 proprio a Napoli”. Proprio mentre stava iniziando a parlare, un gruppo di persone è entrato nell’arena per protestare e chiedere lo stop alla vendita delle armi alla Turchia. Di Maio allora ha chiesto alla folla di intonare insieme a lui: “Basta armi alla Turchia”. E ancora: “Chiederemo all’Europa di interrompere la vendita di armi”. Quindi riprende a parlare del Movimento. E inizia per prima cosa dal taglio dei parlamentari. “Solo quattordici persone hanno votato contro. Ridurre il numero dei parlamentari, oltre che si risparmia un pochino, è una questione di semplificazione dello Stato. E’ la forza dello Stato. In sedici mesi abbiamo tagliato i vitalizi, i parlamentari.. Ma la cosa più importante: ci provavano da 40 anni, ma non ci riuscivano. Non avevano una forza parlamentare disposta a tagliare se stessa. Siamo arrivati noi e ce l’hanno fatta. Ora quante volte vi hanno detto: ‘Ma tanto non ce la farete mai'”. Ecco, ha continuato, “noi siamo quel Movimento che ha trasformato l’impossibile in possibile. La prima volta che è successo a me è stata la prima volta che abbiamo eletto un sindaco. Noi non ne avevamo uno e io da attivista non ci credevo. Eppure quel sindaco, in Veneto, venne eletto”. Quindi Di Maio ha continuato ricordando che i 5 stelle “sono post ideologici”. “In questa Regione ci sono tante famiglie che hanno il reddito di cittadinanza. Io sono orgoglioso. Ma che fatica far capire che non è colpa di un padre di 50 anni se non riesce più a trovare le persone”. Di Maio ha insistito dicendo che i 5 stelle sono “la terza via”. “Essere la terza via vuol dire poter scegliere. In tanti Comuni e in tante Regioni siamo stati a un passo dall’essere eletti”.



Di Maio ha anche parlato del governo: “Siamo stati in un governo. Poi in un altro. Cosa c’è al centro? L’ideologia? No, un elenco di promesse”. E poi ha chiesto di prendere in mano un libretto giallo: con i risultati realizzati e quelli da realizzare ancora. “Abbiamo ancora tre anni di governo per completare la lista. E quando tornate a casa ci sono due cose da spuntare: il taglio dei parlamentari e il decreto Clima”. E ha continuato: “Ma quello che proponiamo noi è di destra o di sinistra? Secondo me è una novità”. Di Maio ha anche proiettato quello che secondo lui sono “i gironi infernali” della burocrazia per i cittadini. “Noi dobbiamo organizzare lo Stato. Dobbiamo aprire una grande riflessione nel Movimento. Qual è il potere di un sindaco? Quanti Comuni abbiamo in Italia e quanti devono avere un municipio? Quante province abbiamo e quante ce ne servono?”. “Io non ho tutte le risposte. Dobbiamo riunire tutti i migliori in Italia, perché faccia una grande riforma, anche costituzionale, perché aiutino i cittadini a uscire dall’inferno in cui li hanno cacciati. Dobbiamo trasformare la sfiducia in servizi”. Perché, i 5 stelle, “noi siamo stati molto arrabbiati”. “Non abbiamo mai odiato, ma eravamo arrabbiati e siamo arrivati fino a qui. Ma adesso, se vogliamo pensare in grande, dobbiamo pensare che non possiamo stare noi sulle spalle del Movimento. Noi siamo stati arrabbiati dieci anni, quella rabbia è stata il nostro propulsore. Adesso non dobbiamo più essere arrabbiati: non dobbiamo più godere del vantaggio di stare sulle spalle del Movimento, dobbiamo caricarci il Movimento sulle spalle e coinvolgere altre persone”. Io ve lo dico, “non scapperemo dalle nostre promesse”. Infine Di Maio ha ricordato i suoi due passi indietro per rinunciare alla carica di presidente del Consiglio. E sono contento di averlo fatto perché ha permesso a Conte di essere eletto”.



Il faccia a faccia tra Di Maio e Conte intervistati da Paolo Borrometi – Per la prima volta il ministro degli Esteri e il premier dividono la scena, intervistati dal giornalista Paolo Borrometi. La prima domanda è appunto sulla Turchia. “Il Consiglio europeo di lunedì”, ha detto Di Maio, “mi vedrà chiedere che tutti gli Stati fanno parte dell’Ue non possono sottoscrivere contratti di armi alla Turchia. Però non dobbiamo ragionare al muro contro muro. L’Unione europea deve avere l’autorevolezza per coinvolgere la Turchia in un processo di dialogo. Perché secondo me l’unica soluzione è il dialogo tra gli Stati”. Subito dopo è intervenuto il premier Giuseppe Conte: “Io sono fiducioso che l’Europa saprà parlare con una voce sola e non accetterà ricatti”. Proprio al presidente del Consiglio, Borrometi ha attaccato con una battuta: “Tutto bene con i servizi segreti”? Il premier ha replicato: “L’unico motivo che mi impedisce di essere trasparente è che si tratta di servizi e io riferisco nella sede adeguata, il Copasir. Dopodiché mi sentirò di chiarire e di spazzare via una serie di fesserie che sono state scritte. Prima non me sono mai curato, però attenzione che tutto questo clamore mediatico…non scherziamo con tutti gli uomini e le donne della nostra intelligence che lavorano per la nostra sicurezza. Denigrarli non è bello per chi ha il compito di lavorare per la nostra sicurezza”.


Borrometi si è poi rivolto a Di Maio: “E se ci fossero gli 80 euro di Renzi nella Manovra? Quelli sono i soldi degli italiani, non di Renzi”. Sempre parlando di manovra, il capo politico 5 stelle ha detto che lavoreranno per “ridurre il cuneo fiscale“. Conte ha continuato: “Stiamo lavorando per dare una svolta. Troverete asili nido per le famiglie meno abbienti e un piano per la ricerca”. Invece sul carcere per i grandi evasori: “Io sono convinto che non si tratta di perseguire le persone, io non capisco perché in caso di conclamata evasione non si debba andare in carcere”.


Quindi hanno parlato della sentenza della Cedu che chiede sia modificato l’ergastolo ostativo italiano: “Siamo preoccupati”, ha detto il premier, “perché le sentenze si rispettano, ma questa della Cedu apre uno scenario che non ci lascia tranquilli. Rischia di mettere la stura a tanti altri ricorsi. Ora si dovrà esprimere la Corte costituzionale e dobbiamo aspettare. Ma confidiamo che possa tenere i nostro impianto perché proprio di fronte a queste modalità di affiliazione, è efficace”. Borrometi ha chiesto allora alla platea di applaudire per Falcone e Borsellino e l’arena si è alzata in piedi. Allora è intervenuto Di Maio: “Noi abbiamo a che fare con la gente che scioglie la gente nell’acido”. E ancora: “Abbiamo a che fare con degli animali, non delle persone. Per fortuna quella sentenza non è attuativa. Ma se qualcuno ci ha detto che dobbiamo adeguarci, noi con tutto il rispetto delle istituzioni rispondiamo ‘no grazie'”.


Conte ha risposto anche alla domanda se pensa di iscriversi al Movimento: “I Meetup sono dei focolai, un’idea felice. Rafforzateli e continuate ad alimentarli”, ha concluso il premier.


Conte interviene da solo sul palco – “Io sono davvero felice di essere qui a festeggiare il vostro compleanno. E sono molto felice di farlo a Napoli: i greci la chiamarono ‘nuova città’. Noi stiamo lavorando alla nuova polis, alla nuova Italia. Io vi ho conosciuto, mi hanno detto che voi portate l’antipolitica. Ma voi siete il trionfo della buona politica. Vi hanno detto che siete un Movimento anti-sistema, ma voi siete quelli che stimolano tutti a onorare le istituzioni. E come si onorano le istituzioni? Con comportamenti onesti, trasparenti. Con la correttezza”. Quindi è stato interrotto dai cori “onestà, onestà”. “Questa nuova polis su quali pilastri si regge?”, ha continuato Conte. “Vogliamo lavorare a un patto con i cittadini onesti. Vogliamo convincere tutti i cittadini che pagando tutti, pagheremmo meno. E ci stiamo lavorando. Stiamo mettendo a punto tante misure per incentivare comportamenti virtuosi. E in caso di conclamata evasione, bisogna pagarne le conseguenze. Bisogna andare in carcere. Pensate che 2mila anni fa circa Catone il Censore si lamentava: ‘come mai i ladri di beni privati vanno a marcire in prigione e quelli dei beni pubblici vivono nella ricchezza?”: e quindi: “Avete portato il vento della rivoluzione“. Altro pilastro della “nuova polis”: “Stiamo lavorando con Bonafede alla riforma della Giustizia perché ci siano tempi chiari e certi. Lavoreremo anche a questo. Dobbiamo lavorare e un altro pilastro sarà ridurre la burocrazia. Riformeremo l’intero quadro del nostro ordinamento: i procedimenti amministrativi devono essere chiari e trasparenti. I cittadini devono avere risposte di qualità in tempi brevi”. E chiude: “Vogliamo poi un’Italia verde, che si sviluppi in modo sostenibile”. Quindi ha annunciato due progetti concreti: andrà a Ravenna per inaugurare una piattaforma che porterà energia solo con la forza delle onde. “Noi non parliamo di slogan, parliamo di progetti concreti. Noi gli slogan li lasciamo a quelli che dicono che hanno le coperture finanziarie per regalare le tasse a tutti, per regalare i servizi a tutti quanti”. E chiudendo si è rivolto agli attivisti: “La credibilità di questo governo dipende dal nostro impegno, ma anche dal vostro sostegno”.


La scaletta – Inizia Di Maio con un intervento per salutare la platea. Il ministro degli Esteri, insieme a Roberto Fico, gioca in casa e per loro il ritorno alle origini qui non è solo metaforico. Subito dopo è la volta dell’intervista con il giornalista Paolo Borrometi insieme al premier Giuseppe Conte: sarà un faccia a faccia davanti alle telecamere che non ha precedenti. Poi interviene il presidente della Camera Fico: solo due anni fa l’anima dissidente, è oggi il solido alleato di Di Maio e tra i promotori che hanno permesso la nascita del Conte 2. Segue Davide Casaleggio, che parlerà dell’associazione Rousseau e dell’attivismo in rete. Chiude il padre nobile e fondatore Beppe Grillo: l’anima da cui tutti aspettano di capire quale sarà la strada da seguire.


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