Open Arms, Spagna offre porto Algeciras, ma la ong rifiuta: “Quasi mille miglia, troppo lontana”. E chiede all’Italia di sbarcare

Open Arms, Spagna offre porto Algeciras, ma la ong rifiuta: “Quasi mille miglia, troppo lontana”. E chiede all’Italia di sbarcare

“Le loro condizioni psicofisiche sono critiche, la loro sicurezza è a rischio. Se accadrà il peggio, l’Europa e Salvini saranno responsabili“. La Open Arms non si arrende e in serata ha annunciato la richiesta “urgente” inviata a tutte le autorità italiane di sbarcare a Lampedusa. Nonostante sia bloccata da 18 giorni nel mar Mediterraneo, la nave con a bordo 107 migranti avrebbe, almeno sulla carta, un porto sicuro in cui attraccare. La Spagna ha infatti comunicato la disponibilità del porto di Algeciras, nell’estremo sud del Paese – vicino allo stretto di Gibilterra – e sta “valutando azioni contro l’Italia” che ha deciso di non prendere in carico i migranti. Una “crisi diplomatica” che andrebbe aperta anche secondo la sindaca di Barcellona, Ada Colau. “Con la mia autorizzazione non ne sbarca nemmeno uno”, ha ribadito in serata Matteo Salvini, che attende – come la Procura di Agrigento – per la giornata di lunedì l’esito del ricorso al Consiglio di Stato presentato dopo la sentenza del Tar che autorizzava lo sbarco sull’isola italiana. Una “scelta inconcepibile” quella del ministro dell’Interno, secondo il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sanchez.


Tutto risolto, dunque? Niente affatto, perché la Ong tramite un tweet del suo presidente Oscar Camps ha fatto capire che la navigazione sarebbe troppo lunga e complicata ed ha rifiutato formalmente la Spagna come porto sicuro: “Non possiamo mettere a rischio la sicurezza delle persone”. “Dopo 26 giorni di missione, 17 in attesa con 134 persone a bordo, un ordine del tribunale a favore e 6 paesi disposti a ospitare, volete che navighiamo per 950 miglia, circa 5 giorni in più, verso Algeciras, il porto più lontano del Mediterraneo, con una situazione insostenibile a bordo?”, ha twittato Camps. L’Ong ha poi chiarito che “non è un rifiuto”, ma solo una specificazione delle condizioni attuali. “Non accettiamo la Spagna come porto, non possiamo mettere a rischio la sicurezza di tutte queste persone, devono essere sbarcati subito”, ha ribadito alcune ore più tardi Laura Lanuza, direttore della comunicazione della ong. Immediata la risposta del leader leghista via Twitter: “La Ong spagnola rifiuta il porto offerto dalla Spagna! Incredibile e inaccettabile, organizzano crociere turistiche e decidono loro dove sbarcare??? Io non mollo, l’Italia non è più il campo profughi d’Europa”.




L’offerta del governo spagnolo – Sanchez, ha annunciato in mattinata via Twitter la sua apertura: “La Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie. È necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e solidale, guidando la sfida della migrazione con i valori del progresso e dell’umanesimo del #UE “. Poi, nel comunicato ufficiale, ha aggiunto: “L’inconcepibile risposta delle autorità italiane, ed in particolare del suo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di chiudere tutti i porti, e le difficoltà esposte dagli altri Paesi del Mediterraneo Centrale, hanno spinto la Spagna ad assumere nuovamente la guida della risposta alla crisi umanitaria”.


Immediata la risposta di Salvini che in una diretta Facebook ha commentato: “Chi la dura la vince: la Spagna ha aperto i porti. Non ho risposto agli insulti, alle minacce di morte. Si ragiona con calma e si lavora da ministro”. “Elogio la solidarietà della Spagna per permettere lo sbarco dei migranti a bordo della Open Arms. La Commissione europea è pronta a coordinare la redistribuzione delle persone sbarcate. Speriamo di vedere lo stesso spirito di solidarietà per i migranti a bordo della Ocean Viking”, ha commentato, sempre via Twitter, il commissario europeo per le Migrazioni, Dimitri Avramopoulos.


Intanto, secondo quanto ha fatto sapere il ministero dell’Interno alla France Presse, la Francia è pronta ad accogliere 40 dei migranti a bordo dell’imbarcazione. Non solo: fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che la Federazione delle Chiese Evangeliche ha dato disponibilità a prestare assistenza ai migranti a bordo della nave. Poco prima, Mediterranean Hope, il programma per i rifugiati della stessa federazione religiosa, aveva affermato su Twitter che “la Open Arms, i suoi naufraghi e l’equipaggio non possono sostenere altri 5 e più giorni in mare per raggiungere il porto di Algeciras”. In totale, sono 6 i paesi pronti a farsi carico dei migranti: Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo, come aveva annunciato alcuni giorni fa il premier Giuseppe Conte.



Alcuni migranti si gettano il mare. La Spagna: “Valutiamo azioni contro l’Italia” – Intanto, nel pomeriggio le condizioni a bordo, “insostenibili” secondo l’equipaggio, avevano spinto alcuni migranti a gettarsi in mare per tentare di raggiungere la terraferma a nuoto. Almeno cinque quelli che si sono tuffati, con i giubbotti di salvataggio, subito recuperati e riportati sulla nave dai membri dell’Ong. La situazione è tesa. In un video pubblicato da Oscar Camps le donne gridano e si disperano, mentre alcuni uomini hanno crisi di panico. “Non riusciamo più a contenere la disperazione. Non riusciamo più a spiegare. Le parole mancano. Siete dei vigliacchi“, hanno commentato via Twitter i membri dell’equipaggio.


Il governo spagnolo, come si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri spagnolo poco prima dell’apertura di Sanchez, “valuta la possibilità di agire presso l’Unione europea o presso le istituzioni per i diritti umani e per il diritto marittimo internazionale, contro la posizione mantenuta dal governo italiano”. Non solo. Alcune fonti del quotidiano spagnolo, assicurano che la questione verrà affrontata alla prossima riunione dei ministri dell’Interno della Ue e non escludono che possa portare a un’istanza presso il Tribunale dell’Aja, ipotizzando una violazione delle convenzioni del mare e del diritto internazionale.


Fra l’altro, la scelta di Sanchez ha anche attirato l’opposizione dei popolari spagnoli, per bocca del vice segretario Antonio González Terol. “Perchè prima non si poteva accoglie l’Open Arms ed ora sì? E cosa più importante: in futuro accoglieremo sulle coste spagnole tutte le Open Arms? La politica sull’immigrazione non si può gestire con un tweet da Donana”. E anche la sindaca di Barcellona critica il suo presidente, ma in senso opposto: “E’ troppo tardi per offrire il porto di Algeciras”, ha affermato Ada Colau, sempre su Twitter.



Le indagini dei pm di Agrigento e l’attesa del Consiglio di Stato – L’offerta spagnola è arrivata mentre la Procura di Agrigento stava valutando quanto è emerso dall’ispezione effettuata sabato sulla Open Arms per verificare le condizioni igienico-sanitarie nella nave bloccata da 17 giorni nel Mediterraneo. I 107 migranti rimasti a bordo sono “molto stanchi e provati dalla lunga permanenza sulla barca”, ma non sarebbero emerse “patologie particolari importanti, dal punto di vista medico”. Ad effettuare la visita, durata oltre tre ore, sono stati gli uomini della Squadra mobile di Agrigento, accompagnati dalla Guardia costiera e da due medici della Sanità marittima.


Il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, sotto il coordinamento del Procuratore Luigi Patronaggio, valuterà i prossimi passi da compiere. Anche se l’offerta spagnola, secondo fonti inquirenti, avrebbe portato a una momentanea “battuta d’arresto”. I magistrati indagano per sequestro di persona e violenza privata. Per ora l’inchiesta è contro ignoti. In sostanza la Procura non sembra intenzionata ad adottare alcun provvedimento, in attesa di sviluppi della situazione dopo l’offerta della Spagna e della decisione del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da Salvini, prevista per la giornata di lunedì. “Non mi stupirei se mi arrivasse una richiesta di processo nei prossimi giorni”, ha affermato Salvini in serata durante un suo comizio in Versilia, alludendo a un possibile avviso di garanzia.


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