Prescrizione, Conte chiude al Pd: “Processi lunghi non possono estinguersi”. Di Maio: “Con Berlusconi dem volevano stop al rinvio a giudizio”

Prescrizione, Conte chiude al Pd: “Processi lunghi non possono estinguersi”. Di Maio: “Con Berlusconi dem volevano stop al rinvio a giudizio”

Giuseppe Conte chiude alle richieste del Pd. Luigi Di Maio tira per la giacchetta l’alleato dem. Nel giorno in cui il berlusconiano Enrico Costa lancia l’ennesimo appello a renziani e dem, per votare la sua legge che cancella la riforma sulla prescrizione, il premier e il capo politico del M5s chiamano in causa l’alleato di governo. È il primo intervento pubblico di Conte sul tema: il premier, infatti, ha osservato in silenzio i vari vertici tra renziani, dem e il guardasigilli Alfonso Bonafede. La riforma, approvata insieme alla legge Spazzacorrotti, prevede il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio ed entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio. Il Pd però fino ad ora ha fatto muro: vuole prima che la riforma del processo penale velocizzi la durata dei procedimenti. La lunga trattativa tra renziani, dem e Bonafede si è fino a questo momento sempre arenata.


Conte: “No a estinzione del processo” – “Non c’è nessun particolare allarme in relazione al fatto che c’è attualmente una norma vigente che fa scattare la prescrizione in coincidenza con la sentenza di primo grado. Anche se i tempi della giustizia dovessero ritardare, la norma sulla prescrizione si applicherà ai fatti commessi dopo l’entrata in vigore della norma stessa, quindi dopo gennaio 2019″, dice il presidente del consiglio. Escludendo, dunque, qualsiasi rinvio dell’entrata in vigore della riforma.


Il premier esclude anche che per velocizzare i procedimenti si possa prevedere la decadenza dell’azione penale per i processi che durano troppo. Cioè una delle richieste avanzate dal Pd a Bonafede durante l’ultimo vertice sulla giustizia. “Non possiamo ammettere che un processo si estingua perché è passato il tempo. Questo può valere sia a favore del reo, sia contro. Perché, se c’è un reo che viene poi condannato, non deve concludersi un processo? Ecco allora che accertare la verifica giudiziale è necessario”. Il premier, però, concede: “Dobbiamo però controbilanciare con una durata ragionevole dei processi. Ecco perché prima realizziamo la riforma, meglio è. Sicuramente dovremo introdurre dei meccanismi per rendere molto stringenti i tempi predeterminati di durata del processo”.


Di Maio: “Ai tempi di B. Pd per stop a prescrizione” – Per cercare di sciogliere il nodo giustizia, invece, Di Maio ha scritto un post su facebook indirizzato al Pd. Per ricordargli che “ai tempi di Berlusconi al governo, ma anche all’inizio della scorsa legislatura, il Pd diceva di interrompere la prescrizione ancor prima della sentenza di primo grado, già al rinvio a giudizio. Possiamo fare questo passo importante insieme. Questo governo può davvero cambiare le cose. Ma le parole non bastano, servono i fatti. Noi ci siamo, come sempre”.


Poi Di Maio ricorda ai dem che era stato Matteo Salvini a mettersi “di traverso” sulla prescrizione, ora “mi aspetto che la musica sia cambiata”. Anche perché “a battersi contro questa norma di assoluto buon senso c’è la Lega che, dopo averla approvata, ha cominciato a dire ‘no’, ‘aspettate un attimo’, ‘vediamo’. Salvini si è messo di traverso e accanto a lui è ovviamente comparso tutto il carrozzone di centrodestra, con in capo Berlusconi che – proprio grazie alla prescrizione – l’ha fatta franca innumerevoli volte. Ora, noi con questa gente e con questo modo di prendere in giro gli italiani per difendere i propri interessi, non vogliamo avere niente a che fare”. “Vittime di disastri, vittime di stupri, vittime di malaffare e corruzione hanno diritto ad avere giustizia – continua il capo politico del M5s – Spesso invece i processi contro i loro colpevoli sono durati talmente a lungo da andare in prescrizione e chi doveva pagare non ha mai pagato. Ecco perché il nostro ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sta lavorando al dimezzamento dei tempi dei processi ed ecco perché nel frattempo abbiamo già approvato una riforma che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio”.



Topolino contro la prescrizione – Proprio oggi sulla prescrizione è intervenuto Giandomanico Caiazza, presidente dell’Unione delle camere penali, sostenenedo che “sul piano politico si sono aperte chances inimmaginabili. Il Pd ha reso pubblico ripetutamente e in sedi ufficiali la propria posizione di contrarietà all’entrata in vigore della riforma, con argomenti analoghi ai nostri” e si è spinto sino “alla possibilità di convergere” sulla proposta di Costa di Forza Italia. Il Pd – continua Caiazza – ha proposto una “soluzione alternativa, una prescrizione processuale, il che vuol dire stabilire dei termini entro i quali si devono celebrare i processi di appello e Cassazione, altrimenti decade l’azione penale. Non è la nostra proposta perchè noi vogliamo che la riforma non entri in vigore, ma sarebbe un risultato che saluteremmo già positivamente. E lo abbiamo detto anche al ministro della Giustizia”. Secondo Caiazza i renziani “hanno detto che se il Pd convergesse sulla proposta Costa lo farebbero anche loro. Noi li abbiamo incontrati un mese e mezzo fa e mi sembra che abbiamo smosso le acque”. E proprio per continuare a smuovere le acque i penalisti hanno “arruolato” Topolino, Paperino , Calimero, il Puffo Quattrocchi e altri storici protagonisti dei cartoni animati nella battaglia contro lo stop alla prescrizione. I personaggi della Disney e i loro “colleghi” saranno i testimonial della campagna sui social. Ci sarà Topolino Apprendista stregone di “Fantasia” che dice: “Anche lo yogurt ha una scadenza. Non è cancellandola dalla confezione che lo si rende commestibile a vita”. O di Bianconiglio di “Alice nel Paese delle meraviglie”: “Prenderesti un treno senza sapere quando arriverai a destinazione?Abolendo la prescrizione i processi diventeranno così”.


Sempre oggi Costa, autore della legge cancella con un rapido colpo di penna la riforma Bonafede, ha provocato dem e renziani. “Tutti sanno che non ci sono i tempi per approvare alcuna riforma della giustizia prima di fine anno. Chi teorizza giustamente che il blocca-prescrizione deve essere preceduto da norme che velocizzino i processi, ha una sola strada: scongiurarne l’entrata in vigore il 1 gennaio 2020. Ci appelliamo a Pd, Italia Viva e Leu: sostenete la nostra proposta di legge, aiutateci a bloccare il blocca-prescrizione. Diversamente, sarebbe la plastica dimostrazione che la maggioranza va al traino di Bonafede e della sua foga forcaiola”.


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