Roberto Formigoni:La prima passeggiata per le strade di Milano dopo l’uscita dal carcere ottenendo la detenzione domiciliare

Roberto Formigoni:La prima passeggiata per le strade di Milano dopo l’uscita dal carcere ottenendo la detenzione domiciliare

FORMIGONI LIBERO!
Roberto Formigoni, concessi i domiciliari all’ex governatore:Fotografato mentre passeggia per Milano

La foto è stata scattata a Milano, ritrae la prima passeggiata di Roberto Formigoni dopo l’uscita dal carcere.

L’ex governatore lombardo ha ottenuto la detenzione domiciliare: finirà di scontare la condanna a cinque anni e dieci mesi per corruzione nell’abitazione di un professore universitario in zona piazza Firenze, a Milano, dove viveva già prima di finire in carcere a Bollate.

SE FOSSE INVECE SUCCESSO AD UN CITTADINO NORMALE? Uno che non è mai stato in POLITICA?
RICORDIAMO: All’ex presidente della Regione Lombardia è contestata una corruzione fatta di cene, viaggi e gite in barca. Divertimenti e anche un acquisto agevolato di una villa in Sardegna. Tutto pagato con i soldi fuoriusciti dalle casse dell’istituto Maugeri di Pavia e dell’ospedale San Raffaele di Milano. Per questo il pm di Milano Laura Pedio durante il processo di primo grado ricordò come “70 milioni di euro” erano stati “tolti ai malati per i suoi sollazzi”. Una “serie di utilità” per favorire i due enti lombardi con delibere di giunta per circa 200 milioni di rimborsi pubblici. (da Il Fatto
GIUDICATE VOI!


Cosa può e non può fare Formigoni ai domiciliari

In ogni caso, adesso, la vicenda processuale di Formigoni (solo una delle tante, l'ex governatore è infatti imputato in un altro processo a Cremona) sembra davvero essere alle spalle. Lo aspetta un periodo pieno di prescrizioni, come ogni altro detenuto ai domiciliari: può uscire di casa solo per due ore al giorno, per fare la spesa o altre necessità stringenti, non può lasciare Milano né rilasciare interviste, non deve frequentare pregiudicati o tossicodipendenti. La condanna termina nel 2023: tra circa un anno potrà chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali e tornare a fare attività di volontariato, forse con alcune suore straniere del Piccolo Cottolengo don Orione che già frequentava prima di varcare la soglia del carcere di Bollate, dove è rimasto per cinque mesi.


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