Storie Maledette "Signora Leosini, mi ha fatto male sentirmi definire da lei 'Madonna Addolorata'.

“Mi ha fatto male sentirmi appellare ‘Madonna Addolorata’ e ‘madre disperata’. Non lo sono affatto”: a parlare è Marina Conte, mamma di Marco Vannini, rivolgendosi alla conduttrice Franca Leosini tramite Facebook. La donna ha voluto rispondere alla giornalista di “Storie Maledette” che, durante l’intervista ad Antonio Ciontoli, l’aveva definita in questi termini: “La madre di Marco Vannini è disperata, una Madonna Addolorata, ha perso suo figlio”
Ora, Marina Conte ha formulato la sua replica con un post sul gruppo Facebook Giustizia e Verità per Marco Vannini, gestita dal cugino di Marco e nipote dei genitori Marina e Valerio:

“Cara Signora Leosini, non intendo, in questo momento, entrare in merito al modo in cui ha condotto l’intervista all’assassino di mio figlio. Volevo però dirle che mi ha fatto molto male sentirmi appellare da lei come ‘la Madonna Addolorata’ ed essere definita più volte durante la sua trasmissione come una ‘madre disperata’, che sostanzialmente non sa quello che dice. Naturalmente sono disperata per aver perso mio figlio, ma sono una madre assolutamente lucida e determinata, che sta lottando con tutte le sue forze da quattro anni per avere la giusta giustizia e non mollerò mai, fino a quando non avrò ottenuto la giustizia che mio figlio merita. Io non vorrei essere più nominata da lei, ma, se proprio dovesse farlo e se lo ritenesse opportuno e consentito, mi descriva per quello che realmente sono e non per quello che fa più comodo a lei o ai suoi ospiti”.

La replica della madre del compianto Marco Vannini, dunque, potrebbe riferirsi anche al commento di Antonio Ciontoli sull’ipotesi che la sera del 17 maggio 2015 ad esplodere il colpo potesse non essere stato lui ma suo figlio Federico.

Marina Conte aveva parlato di questa tesi durante un’intervista tv di cui Ciontoli ha detto: “I media dovrebbero aiutarla: è una madre che comprensibilmente prova rabbia per la perdita di un figlio di vent’anni, bello come il sole e buono come il pane. A lei è dovuto e permesso tutto, principalmente da me, ma aiutarla non significa innescare dei dubbi per un processo mediatico”.

Nei mesi scorsi, la Corte d’Appello ha ridotto la pena per Antonio Ciontoli, padre della fidanzata di Vannini, da 14 a 5 anni, e confermato quella a tre anni ciascuno per il resto della famiglia con l’accusa di omicidio colposo.